Il Corno Birone è una delle vette lecchesi più riconoscibili. Si trova a dividere i comuni di Civate e Valmadrera, e la sua sagoma aguzza è ben visibile da Lecco. Osservato da sotto, poi, assume un aspetto decisamente imponente. Eppure, cambiando prospettiva, come ad esempio da San Pietro al Monte o dal Monte Cornizzolo, il suo profilo quasi sparisce, diventando un anonimo cucuzzolo. Con questo articolo vi portiamo a scoprire questa cima, dalla quale si ha una vertiginosa vista sui paesi sottostanti. Oltre che, come sempre, sulla bellezza delle vette e dei laghi circostanti.

Informazioni generali

L’escursione che proponiamo è quella che parte dalla località Rii di Civate, ma non è l’unica possibile: si può salire anche, sempre da Civate, dalla località Val dell’Oro, oppure da Valmadrera. Il percorso che vi suggeriamo invece è il sentiero 9, che si stacca sulla destra dal sentiero 10 che porta da Civate a San Pietro al Monte e al Monte Cornizzolo. Sebbene l’escursione non sia particolarmente lunga (tra un’ora e un quarto e un’ora e mezza), il dislivello da affrontare è notevole: ben 800 metri. Si tratta quindi di una camminata ripida, che richiede quindi un buon allenamento. In ogni caso il sentiero non presenta difficoltà tecniche particolari.

  • Partenza: Civate, loc. Rii (315m slm)
  • Arrivo: Corno Birone (1.116m slm)
  • Sentiero: 9
  • Durata: 1 ora 30 minuti
  • Dislivello: 801m
  • Difficoltà: Impegnativo

Il sentiero per il Corno Birone da Civate

Lasciata la macchina in località Rii, come per altre escursioni che vi abbiamo proposto, la camminata inizia salendo a piedi verso la località Pozzo seguendo la strada a traffico limitato. Per chi volesse provare un giro diverso, dal Rii si può andare verso la frazione Scola e, da lì, imboccare un sentiero che porta in località Oro, dove si arriva anche con il sentiero che passa dal Pozzo. In questo caso, superate le case, si svolta a destra, imboccando la mulattiera per San Pietro. In pochi minuti si arriva a Oro, dove inizia la salita vera e propria verso la basilica.

Dopo circa una decina di minuti, sulla destra troviamo il punto terminale della teleferica che serve per trasportare le merci a San Pietro. Qualche metro oltre, sempre sulla destra, si arriva a un bivio dove sono presenti le indicazioni per il Corno Birone da Civate, lungo il sentiero 9. Imboccato questo (che da mulattiera diventa in terra battuta), per i primi metri si procede in piano fino a raggiungere il torrente Toscio, che si attraversa agilmente.

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A questo punto comincia la salita vera e propria, con il tracciato che s’inerpica sul versante opposto della vallata. Questo tratto è il più ripido. Dopo circa 40 minuti dalla partenza, si esce dal bosco e si incrocia il “sentiero Luisin” (n. 7), che dalla Basilica di San Pietro al Monte porta, a mezza costa, a San Tomaso, a Valmadrera, ma non bisogna imboccarlo: proseguiamo sempre sul numero 9 che ora sale, con una pendenza sempre sostenuta, tra i pendii verdi ai piedi delle pareti rocciose del Monte Rai. Lungo il percorso si trova anche una deviazione per il Sentiero del 50° della Società Escursionisti Civatesi (9A): anche in questo caso ignoriamo la deviazione, tenendo la destra. Superato un piccolo casotto, in una decina di minuti si arriva a una sella.

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Qui incrociamo il sentiero 1, che, proveniente da Valmadrera, collega il Corno Birone e il Monte Rai. Svoltando a destra, in pochi passi arriviamo alla croce di vetta (1.116m slm). La vista, a strapiombo, è spettacolare: si vede, a sinistra, la città di Lecco con le Grigne e il Resegone a fare da cornice; il Monte Barro proprio sotto, e poi il Lago di Annone in cui sembra di potercisi tuffare dentro. A questo punto la camminata può proseguire verso il Monte Rai e da lì al rifugio SEC, a cui si arriva in circa mezz’ora. In alternativa si può scendere dallo stesso sentiero dell’andata, oppure percorrere il numero 8 per tornare a Civate in località Val dell’Oro.

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Foto e testi di Michele Castelnovo
Riproduzione riservata
 – Trekking Lecco

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