La Dorsale Orobica Lecchese è un trekking che si sviluppa lungo lo spartiacque che divide la Valsassina dalle valli bergamasche. È un cammino a tappe che si svolge su più giorni appoggiandosi ai numerosi rifugi presenti lungo il percorso. Una delle ultime guide uscite, quella de I cammini di Orobie, fa partire la DOL dalla città di Bergamo e la fa arrivare o a Morbegno o a Colico, con una suddivisione in cinque tappe. Di seguito proponiamo invece una nostra rivisitazione, più impegnativa ma molto bella. L’abbiamo chiamato Per un pugno di DOL, parte da Lecco e arriva a Premana in tre giorni, lungo la Dorsale Orobica Lecchese.

La Dorsale Orobica Lecchese da Lecco a Premana

Il trekking Per un pugno di DOL parte da Lecco città (località Versasio, dove c’è il piazzale della funivia per i Piani d’Erna) e arriva a Premana (località Giabbio, zona industriale), in tre giorni. Come dicevamo, il cammino è abbastanza impegnativo: lungo 54,4 chilometri, il dislivello positivo che si affronta è di 3.070 metri. La maggior parte del trekking tra Lecco e Premana si sviluppa in una quota compresa tra i 1.600m slm e i 2.000m slm. Si consiglia di percorrere il cammino tra maggio e settembre.

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Per un pugno di DOL, dati complessivi:

  • Partenza: Lecco, loc. Versasio (610m slm)
  • Arrivo: Premana, loc. Giabbio
  • Lunghezza: 54,4 km
  • Dislivello positivo: 3.070 m
  • Dislivello negativo: 2.900 m

Questa la nostra proposta di divisione in tappe:

1) Da Lecco ai Piani di Artavaggio – Vai alla tappa
2) Dai Piani di Artavaggio al Rifugio FALC – Vai alla tappa
3) Dal Rifugio FALC a Premana – Vai alla tappa

Di seguito vediamo nel dettaglio la descrizione di tutte le tappe di Per un pugno di DOL, il trekking da Lecco a Premana lungo la Dorsale Orobica Lecchese.

Tappa 1: da Lecco ai Piani di Artavaggio

La prima tappa è senza dubbio la più dura, perché è la più lunga e soprattutto perché è quella con il maggior dislivello positivo. Tra l’altro, è tutto concentrato all’inizio nella salita da Lecco ai Piani d’Erna.

La salita da Lecco ai Piani d’Erna, seppur non particolarmente difficile, è abbastanza ripida. Considerato che siamo all’inizio di un cammino di tre giorni, chi volesse ridurre il dislivello e la lunghezza della prima tappa, può salire con la funivia.

Da Lecco alla Forcella di Olino

Il nostro cammino inizia dalla città di Lecco, più precisamente dal piazzale della funivia per i Piani d’Erna. Si può arrivare con l’auto oppure, se si preferiscono i mezzi pubblici, con il bus numero 5 di LineeLecco.

Dal piazzale, prendiamo il sentiero 1 per il Resegone e seguiamo fino al Rifugio Stoppani, a cui arriviamo dopo circa 45 minuti dalla partenza. Superato il rifugio, proseguendo sempre in direzione Resegone, si incrocia il torrente Bione. Pochi metri dopo, sulla sinistra troviamo una deviazione per i Piani d’Erna (sentiero 7). Imbocchiamolo e arriviamo alla Bocca d’Erna (1.291m slm) quando dalla partenza sono passate poco meno di 2 ore.

Una volta giunti alla Bocca d’Erna, seguiamo le indicazioni per il Passo del Giuff. Il sentiero taglia i prati in diagonale, verso nord, prima di entrare nel bosco, alternando tratti di salita ed altri più pianeggianti. In circa 40 minuti arriviamo al passo. Qui di fatto giriamo sul versante opposto del Resegone, quello di Morterone. Dal passo scendiamo seguendo le indicazioni per la Forcella di Olino.

Dopo un primo tratto di discesa, intercettiamo il sentiero 17 dove troviamo i primi segnavia della DOL. Giriamo a sinistra e con un andamento per lo più pianeggiante nel bosco arriviamo alla Forcella di Olino (1.158m slm), sulla strada tra Ballabio e Morterone. Dalla partenza sono passate circa 3 ore.

Dalla Forcella di Olino ai Piani di Artavaggio

Il grosso della salita, come dicevamo, è ormai alle spalle. Alla Forcella di Olino svoltiamo a destra, attraversiamo la breve galleria stradale e, appena usciti, imbocchiamo il sentiero sul lato sinistro della strada, seguendo i cartelli per la Culmine di San Pietro. In questo tratto il sentiero è un po’ trascurato e bisogna fare attenzione a non perdere la traccia tra l’erba. In circa mezz’ora arriviamo nei pressi di alcune case (località Ca’ Mus’ciada). Poco sotto, passa una strada sterrata, che consigliamo di prendere. Con un andamento pianeggiante arriviamo infine alla Culmine di San Pietro (1.258m slm) dopo un’ora e mezza dalla Forcella di Olino (4 ore e mezza totali).

Dalla Culmine di San Pietro dobbiamo infine risalire ai Piani di Artavaggio affrontando un bel pezzo di blanda salita. Avendo già percorso molto dislivello e svariati chilometri, quando si arriva alla Culmine si è già abbastanza stanchi. Per questo motivo consigliamo di salire ai Piani di Artavaggio (1.644m) seguendo la strada agrosilvopastorale: sebbene sia leggermente più lunga, il dislivello è spalmato più omogeneamente e, inoltre, ci sono meno pericoli.

Qui trovi la descrizione del sentiero dalla Culmine di San Pietro ai Piani di Artavaggio. Una volta arrivati ai piani, consigliamo di pernottare al Rifugio Sassi Castelli.

La Dorsale Orobica Lecchese da Lecco a Premana: sintesi della prima tappa

  • Partenza: Lecco, loc. Versasio (610m slm)
  • Arrivo: Piani di Artavaggio (1.644m slm)
  • Tappe intermedie: Piani d’Erna, Passo del Giuff, Forcella di Olino, Cumine di San Pietro
  • Lunghezza: 23,1 km
  • Dislivello positivo: 1.620 m
  • Dislivello negativo: 600 m
  • Durata: 7 ore circa

Tappa effettuata il 5 agosto 2022.


Tappa 2: dai Piani di Artavaggio al Rifugio FALC

Rispetto alla prima tappa, la seconda tappa di Per un pugno di DOL è complessivamente meno impegnativa. Con un’eccezione: il famoso Passo del Toro, dove è concentrata tutta la salita della tappa. Per raggiungere i Piani di Bobbio dai Piani di Artavaggio di seguito proponiamo di percorrere il Sentiero degli Stradini, un sentiero per escursionisti esperti, abbastanza esposto ed attrezzato con catene. In alternativa, si può fare il sentiero che passa dalla Valle dei Mughi, leggermente più lungo ma alla portata di tutti.

Dai Piani di Artavaggio ai Piani di Bobbio

A prescindere dal rifugio prescelto per la notte, per l’inizio della seconda tappa raggiungiamo il “centro” dei Piani di Artavaggio (l’ex Albergo degli Sciatori) e seguiamo la strada sterrata che sale verso la parte alta dei piani. Giunti nei pressi della Baita Moglio, ignoriamo la deviazione per il Rifugio Nicola e rimaniamo sulla carrareccia, che ora piega a sinistra. Dopo un ultimo tornante in salita, il percorso spiana e si inoltra tra i pascoli, in direzione della Casera Campelli (1.783m slm), dove arriviamo in circa un’ora.

Siamo al cospetto dell’imponente Gruppo dei Campelli, caratterizzato da formazioni rocciose di tipo dolomitico. Qui inizia il Sentiero degli Stradini che ci porta ai Piani di Bobbio. È un sentiero per escursionisti esperti che taglia la base dello Zucco di Pesciola. In alcuni punti è molto esposto a valle e per una maggiore sicurezza sono state collocate delle corde fisse. In circa un’ora arriviamo nei pressi del Rifugio Lecco (1.779m slm) nella parte alta dei Piani di Bobbio (circa 2 ore dai Piani di Artavaggio).

Dai Piani di Bobbio al Rifugio Grassi per il Passo del Toro

Dal Rifugio Lecco scendiamo lungo la strada sterrata tra i prati, verso il cuore dei Piani di Bobbio, in direzione della stazione della funivia. Nei pressi del Rifugio Gran Baita, svoltiamo a destra sulla strada sterrata e seguiamo le indicazioni per il Rifugio Grassi (segnato a 3 ore). In circa mezz’ora di cammino pianeggiante arriviamo al Passo del Gandazzo (1.651m slm), nei pressi del Rifugio Buzzoni. Qui prendiamo fiato: ora ci aspetta la ripida salita al Passo del Toro.

Lo scenario in cui camminiamo è incantevole: a sinistra la vista si apre sul gruppo delle Grigne, mentre a destra l’occhio corre sulle Orobie bergamaschi e valtellinesi. Iniziamo a salire. La salita è ripida e costante, senza tregue. Però, fortunatamente, non è lunga: in circa 45 minuti arriviamo in cima al Passo del Toro (1.945m slm). Il luogo merita una pausa per godere della bellezza in cui ci troviamo, con il Pizzo Tre Signori proprio di fronte.

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Superato il passo, affrontiamo un breve tratto esposto e attrezzato con catene, poi un’ulteriore (breve) salita. A questo punto, proseguiamo in piano, con saliscendi, per circa un’ora e mezza, fino ad arrivare al cospetto del Rifugio Grassi (1.987m slm) alla Bocchetta di Camisolo. Dalla partenza dai Piani di Artavaggio sono passate circa 5 ore. Se si è stanchi si può interrompere qui la tappa, altrimenti proseguiamo per il Rifugio FALC.

Dal Rifugio Grassi al Rifugio FALC per il Sentiero del Cardinale

Inizia ora la parte forse più bella e selvaggia di tutto il cammino da Lecco a Premana lungo la Dorsale Orobica Lecchese. Dal Rifugio Grassi, con una moderata salita, proseguiamo in direzione del Pizzo Tre Signori, ormai vicinissimo, finché raggiungiamo in circa 45 minuti la località Pian delle Parole (2.157m slm).

Qui abbandoniamo il sentiero per il Pizzo e, svoltando a sinistra, imbocchiamo il Sentiero del Cardinale che porta alla Bocchetta di Piazzocco e, quindi, al Rifugio FALC. Superato un primo tratto ripido ed esposto, dove sono collocate alcune catene di sicurezza, il sentiero taglia il fianco del Pizzo Tre Signori con un andamento pianeggiante. Il cammino si svolge in uno scenario di natura incontaminata e, ai nostri piedi, è ben evidente il Lago di Sasso.

A metà del cammino si trova una piccola grotta dove trovò riparo il Cardinale Ferrari di ritorno dal Pizzo Tre Signori. Da qui il nome del sentiero. Dopo circa un’ora e mezza, raggiungiamo un piccolo baitello in una conca. Ora inizia una breve salita che, in pochi metri, ci porta alla Bocchetta di Piazzocco (2.252m slm). Questo è il punto più alto che tocchiamo nel cammino Per un pugno di DOL.

Dalla bocchetta, seguendo le evidenti indicazioni, scendiamo verso il Rifugio FALC (2.120m slm). Il sentiero costeggia la sponda sinistra del Lago d’Inferno per circa 15 minuti, quando finalmente compare il piccolo ma carinissimo rifugio giallo sito alla Bocchetta di Varrone, al cospetto dell’imponente pizzo omonimo.

La Dorsale Orobica Lecchese da Lecco a Premana: sintesi della seconda tappa

  • Partenza: Piani di Artavaggio (1.644m slm)
  • Arrivo: Rifugio FALC (2.120m slm)
  • Tappe intermedie: Piani di Bobbio, Passo del Toro, Rifugio Grassi
  • Lunghezza: 18,6 km
  • Dislivello positivo: 980 m
  • Dislivello negativo: 450 m
  • Durata: 7 ore circa


Tappa 3: dal Rifugio FALC a Premana

Questa è la tappa più semplice e breve di tutto il trekking. Ma attenzione: la fatica dei giorni precedenti si farà sentire, eccome! Qui abbiamo due possibilità: 1) scendere dal Rifugio Casera Vecchia di Varrone; 2) scendere dal Rifugio Santa Rita. Nella nostra descrizione abbiamo optato per la prima, ma con una piccola ibridazione, che prevede un’ulteriore risalita che ci farà fare tappa al Rifugio Ariaal. Qui, ovviamente, ognuno può seguire il proprio cuore (e le proprie gambe!).

Dal Rifugio FALC al Rifugio Ariaal

Iniziamo la nostra discesa dal Rifugio FALC a Premana seguendo le indicazioni per il Rifugio Casera Vecchia di Varrone (1.675m slm). Dopo un primo tratto su pietraio, il sentiero diventa una mulattiera che in circa 45 minuti ci porta al bel rifugio tra i pascoli dell’Alta Valvarrone.

Qui proseguiamo, seguendo il comodo e largo sentiero che scende verso il paese. Dopo un’ora, arriviamo nella località Alpe Vegessa. Chi vuole, può proseguire dritto per arrivare a destinazione, con un’altra ora di facile cammino su mulattiera.

Volendo invece aggiungere un po’ di ulteriore pepe al nostro cammino, attraversiamo il ponte e raggiungiamo l’Alpe Casarsa. Ora saliamo per circa venti minuti verso l’Alpe Barconcelli. Superata anche questa, affrontiamo una ripida e tosta salita (circa 20 minuti) fino a intercettare un sentiero che, proveniente dal Rifugio Santa Rita, ci porta con un po’ di saliscendi all’Alpe Chiarino (circa 1 ora dall’Alpe Barconcelli).

In tutto questo tratto le indicazioni sono un po’ lacunose, quindi bisogna sapersi orientare. Dall’Alpe Chiarino imbocchiamo la larga strada agrosilvopastorale che, in circa 20 minuti di discesa, ci porta al Rifugio Ariaal (4 ore dal Rifugio FALC).

Dal Rifugio Ariaal a Premana

La descrizione del sentiero che collega il Rifugio Ariaal e Premana l’abbiamo già vista in altre occasioni. Per tornare in paese ci basterà seguire la strada sterrata che scende comodamente. In circa un’ora ci riporta a fondovalle, lungo il corso del fiume Varrone (dove si arriva tirando dritti all’Alpe Vegessa). Qui svoltiamo a sinistra e in pochi passi arriviamo a un ponte di pietra e quindi alla zona industriale di Premana, in località Giabbio.

Il cammino Per un pugno di DOL che collega Lecco e Premana lungo la Dorsale Orobica Lecchese finisce qui. Per ritornare a Lecco è possibile prendere il pullman di linea D35 Premana-Taceno-Barzio-Lecco. Alla fermata si arriva seguendo la strada fino al ponte di Premana (circa 10 minuti).

La Dorsale Orobica Lecchese da Lecco a Premana: sintesi della terza tappa

  • Partenza: Rifugio FALC
  • Arrivo: Premana, loc. Giabbio
  • Tappe intermedie: Rifugio Casera Vecchia di Varrone, Alpe Barconcelli, Alpe Chiarino, Rifugio Ariaal
  • Lunghezza: 16,9 km
  • Dislivello positivo: 560 m
  • Dislivello negativo: 1.900 m
  • Durata: 4 ore e mezza circa

Considerazioni finali

Per un pugno di DOL è un cammino che attraversa alcune delle zone più suggestive delle montagne lecchesi. Ovviamente è possibile percorrerne singole tappe, così come modificare i punti di partenza e di arrivo a proprio piacimento e a seconda del proprio grado di allenamento. La versione proposta qui sopra è senza dubbio molto impegnativa, per lunghezza e per dislivello. Come già abbiamo suggerito, per rendere più facile il percorso basterebbe già solo salire ai Piani d’Erna con la funivia.

La divisione “classica” in tappe della Dorsale Orobica Lecchese

La guida DOL dei Tre Signori scritta da Sara Invernizzi, Ruggero Meles e Luca Rota per la collana I cammini di Orobie (MoMa edizioni) propone la seguente divisione in tappe della Dorsale Orobica Lecchese:

  1. Dalla città all’Albenza: Bergamo – Roncola San Bernardo
  2. Dal Linzone al Resegone: Roncola San Bernardo – Rifugio Resegone/Morterone
  3. Dal Resegone ai Campelli: Rifugio Resegone/Morterone – Piani di Artavaggio/Piani di Bobbio
  4. Da Bobbio al Pizzo Tre Signori: Piani di Bobbio – Rifugio Santa Rita
  5. Variante valtellinese: Rifugio Santa Rita – Gerola Alta – Morbegno
  6. Variante lariana: Rifugio Santa Rita – Premana – Colico

Ulteriori informazioni qui.

Categorie: Valsassina

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