Abbiamo già visto in precedenza il sentiero facile che porta in vetta al Monte Due Mani da Morterone, precisamente dalla Forcella di Olino. In questo nuovo articolo, invece, andiamo alla scoperta di un’altra alternativa più impegnativa, molto più ripida e che presenta alcuni tratti esposti. Si tratta del sentiero 30 per il Monte Due Mani da Ballabio, classificato come EE (per escursionisti esperti).  

Questo sentiero è assolutamente sconsigliato in caso di neve. Per questo motivo, prima di partire per l’escursione, è bene verificarne le condizioni. Per salire al Due Mani in invernale si consiglia di seguire il sentiero da Morterone.

Monte Due Mani da Ballabio: scheda tecnica del sentiero

Come anticipato, questo è il sentiero più impegnativo e con più dislivello per salire in vetta al Monte Due Mani. Per questo motivo si consiglia di percorrerlo dalla primavera all’autunno, o comunque in assenza di neve. La presente escursione è stata effettuata il 18 dicembre 2021 e lungo il percorso la neve era quasi del tutto assente. Si raccomanda di avere ramponcini o ramponi a portata (a seconda delle condizioni) perché potrebbe comunque essere presente neve ghiacciata nei punti non esposti al sole.

  • Partenza: Ballabio (661m slm)
  • Arrivo: Monte Due Mani (1.666m slm)
  • Sentiero: 30
  • Durata: 2 ore
  • Dislivello: 1.005m
  • Difficoltà CAI: EE

Escursione effettuata il 18 dicembre 2021

Descrizione del sentiero 30 per il Monte Due Mani da Ballabio

La partenza della nostra escursione, dicevamo, è a Ballabio, in paese, lungo la provinciale SP62 che va verso il Colle di Balisio e la Valsassina. Quasi alla fine del paese, sulla destra per chi viene da Lecco e Milano, c’è uno spiazzo con un piccolo parcheggio e una fermata del bus. Proprio da qui parte il sentiero 30 per il Monte Due Mani. Imbocchiamolo. 

Il primo tratto è, nei fatti, una bella camminata nel bosco, senza difficoltà, e il sentiero è in comune a quello che porta alla località Bongio e al Bivacco Emanuela. Dopo circa 30/40 minuti di cammino, si arriva alla “Baita de Bertu e Peppo”.

Qui si svolta a sinistra, seguendo le indicazioni del sentiero per il Monte Due Mani, e si risalgono alcuni gradini. Superata la baita, si arriva a un bivio: a destra si prosegue per il Bivacco Emanuela, a sinistra, dove andiamo noi, si sale verso il Due Mani. 

La parte più ripida

Il sentiero 30 taglia ora il fianco della montagna con un andamento pressoché pianeggiante, ma non bisogna farsi illusioni. Dopo poco, infatti, si svolta a destra: le pendenze si fanno molto sostenute e si risale quasi dritto per dritto un pendio erboso decisamente ripido

Questo tratto, effettivamente impegnativo, dura circa 30 minuti, al termine dei quali, dopo aver guadagnato molto dislivello, si sbuca su una cresta panoramica che conduce direttamente alla vetta del Monte Due Mani: la croce e l’adiacente bivacco Locatelli Milani Scaioli sono ben visibili. 

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Tuttavia, non è ancora il momento di abbassare la guardia: il sentiero, ora meno ripido ma piuttosto stretto, passa in mezzo ad alcune rocce e ci sono passaggi sono un po’ esposti.

Si arriva poi ai piedi di un ultimo ripido ma breve pendio erboso, proprio sotto la croce: è l’ultimo sforzo.

Una volta arrivati in vetta, circa 2 ore dopo la partenza, ogni fatica è ripagata dalla spettacolare vista apertissima sulle montagne della Valsassina, in particolare sulla Grignetta e sul Grignone, sul Resegone, su Lecco e il lago, e, poco oltre, sulla pianura. Nelle giornate limpide, gli Appennini sono bene evidenti, insieme alle principali cime delle Alpi, come il Monte Rosa, che sbuca poco oltre al Monte San Primo

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La discesa

Per la discesa si può ripercorrere lo stesso sentiero dell’andata, prestando molta attenzione a non scivolare specialmente nei tratti più ripidi. 

Foto e testi di Michele Castelnovo
Riproduzione riservata
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Categorie: Lecco

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