Il Pizzo Tre Signori è una montagna maestosa e a suo modo iconica. Il suo nome è dovuto al fatto che, in passato, qui si incontravano lo Stato di Milano, la Repubblica di Venezia e la Repubblica delle Tre Leghe, nella Confederazione Elvetica. Al giorno d’oggi, invece, è punto d’incontro di tre province: Lecco, Bergamo e Sondrio. In questo articolo vi presentiamo un’escursione lunga e faticosa, ma decisamente bella ed entusiasmante, per raggiungere il Pizzo Tre Signori partendo da Introbio, in Valsassina. Siamo quindi dalla parte lecchese della montagna: il Pizzo si trova in fondo alla Val Biandino e da qui saliremo verso la vetta. Per la discesa proponiamo un percorso ad anello.

Essendo molto lunga, consigliamo di dividere la camminata in due giorni fermandosi a dormire in rifugio.

Pizzo Tre Signori da Introbio: scheda tecnica

Come accennato, l’escursione per salire in vetta al Pizzo Tre Signori da Introbio è molto lunga. Complessivamente, infatti, dal paese alla vetta ci sono da percorrere circa 2.000 metri di dislivello, camminando per 5 ore. Il percorso che presentiamo qui di seguito da Introbio sale verso la Val Biandino, quindi piega verso il Rifugio Grassi (sentiero 40) e poi arriva in vetta al Pizzo per la Via del Caminetto (sentieri 101 e 45). Quest’ultimo passaggio è molto bello ma anche impegnativo: è ripido e esposto, in alcuni punti bisogna utilizzare le mani e sono presenti corde e catene. Per la discesa dal Pizzo, invece, consigliamo di proseguire verso il Rifugio Santa Rita (il sentiero in alcuni tratti è molto ripido ed è attrezzato con catene) e da lì tornare in Val Biandino, all’altezza del Rifugio Madonna della Neve, e quindi scendere di nuovo a Introbio.

Salita da Introbio al Pizzo Tre Signori

  • Partenza: Introbio (564m slm)
  • Arrivo: Pizzo Tre Signori (2.554m slm)
  • Tappe intermedie: Rifugio Grassi
  • Sentiero: 40-101-45
  • Durata: 5 ore
  • Dislivello: +1990m
  • Difficoltà: EE

Discesa dal Pizzo Tre Signori a Introbio

  • Partenza: Pizzo Tre Signori (2.554m slm)
  • Arrivo: Introbio (564m slm)
  • Tappe intermedie: Rifugio Santa Rita
  • Sentiero: nn-42-40
  • Durata: 5 ore
  • Dislivello: -1990m
  • Difficoltà: EE

Escursione effettuata il 16 e 17 ottobre 2021.

1) Da Introbio alla Val Biandino

Come abbiamo già visto nell’articolo dedicato alla Val Biandino, la nostra camminata inizia a Introbio, paesino della Valsassina facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici. Possiamo lasciare l’auto in un ampio parcheggio in Via Vittorio Emanuele. Da qui svoltiamo a destra verso il centro del paese, fino a incrociare una strada che, a sinistra, sale a gomito. Si tratta di Via delle Ville, che va imboccata e seguita fino alla fine della strada asfaltata, dove si trova una stanga. Nei giorni feriali si può provare a spingersi fin qui con l’auto. Nei pressi della stanga si trova un cartellone in legno con le indicazioni sulle aperture dei rifugi della valle.

Superata la stanga, la strada diventa in cemento. Bisogna seguirla per un tratto abbondante, ignorando tutte le prime indicazioni che si trovano per il Rifugio Tavecchia. Dopo poco meno di 45 minuti dalla partenza, si arriva a uno spiazzo dove, sulla destra, ben indicato, parte il sentiero 40 per la Val Biandino. Chi vuole, può invece proseguire sulla strada, abbordabile anche in mountain bike o con passeggini. Il sentiero 40, come anticipato, non presenta difficoltà ed è anzi abbastanza monotono. Per la descrizione dettagliata di questo sentiero la descrizione del sentiero per la Val Biandino.

val biandino da introbio

Al termine della salita, si arriva alla Bocca di Biandino (1.493m slm), dove si trovano il Rifugio Tavecchia e il Rifugio Valbiandino. Fin qui, dalla partenza a Introbio, ci vogliono tra le 2 ore e le 2 ore e mezza.

2) Dalla Val Biandino al Rifugio Grassi

Giunti all’imbocco della Val Biandino, all’altezza di una cappelletta, il sentiero 40 piega a destra e, superato il Rifugio Val Biandino, inizia a salire nel bosco fino a raggiungere dopo mezz’ora la Casa alpina Pio X (1.688m slm).

Qui il sentiero va verso sinistra e inizia a risalire la costa: il bosco si fa più rado e la vista si apre sulle meravigliose montagne circostanti. Dopo poco, si taglia un torrente e poi si raggiunge una baita, dove teniamo la sinistra fino a raggiungere il Passo di Camisolo (2.020m slm). Una volta arrivati al Passo, la vista si apre sul Pizzo Tre Signori, sulla Valtorta e sulle cime delle Orobie. Poco distante si vede già il Rifugio Grassi (1.987m slm), a cui si arriva dopo una breve discesa (circa 3 ore e mezza dalla partenza a Introbio). Consigliamo di fare tappa qui e di ripartire il mattino seguente.

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3) Dal Rifugio Grassi al Pizzo Tre Signori

Dal rifugio parte il sentiero 101 delle Orobie occidentali. Per raggiungere la vetta del Pizzo Tre Signori dal Rifugio Grassi, dobbiamo percorrerne un tratto. La cima della montagna è ben visibile e imponente. Si cammina seguendo il filo di cresta con pendenze molto blande fino al Pian delle Parole (2.157m slm).

Qui bisogna ignorare la deviazione per il Sentiero del Cardinale, e proseguire sul sentiero 101 in direzione Valle dell’Inferno e Passo Bocca di Trona. Da questo momento le pendenze iniziano a farsi più ripide, fino ad arrivare proprio ai piedi del Pizzo Tre Signori. Abbandoniamo ora il sentiero 101, che va a destra, e svoltiamo invece verso sinistra per il sentiero 45 – Via del Caminetto. Dal Rifugio Grassi è passata circa un’ora.


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Inizia quindi una parte molto ripida, che in poco tempo risale il fianco della montagna tra le roccette. Di conseguenza, in alcuni punti è necessario utilizzare le mani per superare alcuni punti e bisogna fare attenzione a seguire sempre i segnavia bianchi e rossi del sentiero. Al termine di questo tratto di salita, che è breve ma intenso, si arriva all’imbocco del caminetto vero e proprio che dà il nome alla via. Il sentiero infatti risale un canalino verticale tra imponenti rocce. Per affrontare questo tratto sono posizionate alcune catene. Una volta sbucati fuori, la croce di vetta del Pizzo Tre Signori (2.554m slm) è a due passi e la si raggiunge agilmente.

La vista è meravigliosa! Si vedono tutte le principali cime della Valtellina, dal Gran Zebrù al Bernina e al Pizzo Cengalo, così come il Legnone e i Pizzi di Premana, fino alle Grigne, al Resegone e alle altre vette delle Orobie. Sullo sfondo, spunta l’immancabile Monte Rosa.

4) Dal Pizzo Tre Signori al Rifugio Santa Rita

Iniziamo ora la discesa per tornare dal Pizzo Tre Signori verso Introbio. Chiaramente è possibile ripercorrere lo stesso sentiero dell’andata, ma c’è da dire che affrontarlo in discesa è più complicato, a causa della ripidità. Suggeriamo quindi di scendere dal versante opposto, seguendo le indicazioni per il Rifugio Santa Rita, che si trova sulla sponda opposta della Val Biandino rispetto al Rifugio Grassi. Il sentiero in questo primo tratto non è numerato, ma è comunque indicato dai segnavia e da scritte a vernice sulle rocce.

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Proprio sulle rocce inizia la discesa, fino ad arrivare velocemente alla Bocchetta di Foppagrande (2.480m slm). Seguendo sempre i segnavia, scendiamo, sempre su roccia ma con pendenze più blande, lungo la Cresta di Piazzocco, fino ad arrivare alla Bocchetta di Piazzocco (2.252m slm). Qui arriva il Sentiero del Cardinale che abbiamo incontrato prima: ignoriamo quindi a destra le indicazioni per il Rifugio Falc e, a sinistra, quelle per il Pian delle Parole. Proseguiamo invece per un tratto quasi pianeggiante (sentiero 42) ai piedi dell’imponente Pizzo Varrone, dopodiché inizia una discesa ripida ed esposta su roccette, dove bisogna fare molta attenzione. Il sentiero si sposta quindi sull’altro versante della cresta: non si vede più la Val Biandino, ma compare ai propri la conca dell’Alpe Varrone dove si trova il Rifugio Casera Vecchia di Varrone.

Questa parte un po’ complicata dura circa mezz’ora, dopodiché si arriva a una piccola sella e il sentiero si fa pianeggiante, su terra battuta. Tagliando il fianco della montagna, in poco tempo si arriva nei pressi di una miniera di ferro, dove si trova una deviazione, da ignorare, per la Bocchetta di Trona. Proseguendo dritti, in pochi minuti di semplice cammino si arriva al Rifugio Santa Rita (1.988m slm). Dalla cima del Pizzo Tre Signori al Rifugio Santa Rita ci si mette poco più circa 1 ora e mezza.

5) Dal Rifugio Santa Rita a Introbio

Vicino all’ingresso del rifugio, si trova un cartello con le indicazioni per il Rifugio Madonna della Neve, in Val Biandino. Scendiamo quindi verso sinistra, spostandoci di nuovo sul versante della Val Biandino, percorrendo un sentiero semplice che, in circa mezz’ora, ci porta al rifugio adiacente alla caratteristica chiesetta della Madonna della Neve, nel cuore della Val Biandino. Qui svoltiamo verso destra e in una decina di minuti di cammino quasi pianeggiante torniamo ai rifugi Tavecchia e Valbiandino, posti alla Bocca di Biandino. A questo punto inizia la discesa di due ore verso Introbio, ripercorrendo lo stesso percorso già visto all’andata.

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Pizzo Tre Signori da Introbio: qualche considerazione

La salita al Pizzo Tre Signori da Introbio è una camminata lunga e faticosa, ma davvero molto bella. Richiede un allenamento adeguato, la capacità di affrontare un dislivello importante e quella di superare punti particolarmente ripidi ed esposti.

In questo articolo abbiamo presentato un giro in senso “anti-orario” rispetto alla Val Biandino, ma chiaramente è possibile svolgerlo anche nel senso opposto, salendo quindi dal Rifugio Santa Rita e scendendo dal Rifugio Grassi. Il consiglio che diamo, però, è di affrontare la ripida Via del Caminetto in salita così come abbiamo scritto.

Inoltre, è possibile salire al Pizzo Tre Signori anche dalla bergamasca o dalla Val Gerola. Allo stesso modo, sono molto interessanti anche gli altri pizzi nelle vicinanze, come il Pizzo di Trona (2.510m slm) o il Pizzo Varrone (2.325m slm).

Chi volesse evitare di percorrere a piedi il lungo e noioso tratto da Introbio alla Val Biandino, può ricorrere al servizio di trasporto su jeep (a pagamento) messo a disposizione dai rifugi della valle. Infine, il Rifugio Grassi è raggiungibile da Introbio anche con altri sentieri (vedi qui), noi abbiamo presentato quello più semplice, che è percorribile anche d’inverno.

Foto e testi di Michele Castelnovo
Riproduzione riservata
 – Trekking Lecco

Categorie: Valsassina

4 commenti

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mario · 17/01/2022 alle 11:57

una informazione, perchè da INTROBIO dal 1 ponte non si sale diretti a in VALBONA con il sentiero 34 e si scollina al Grassi—————- >

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Silvia · 06/07/2022 alle 11:09

Ciao Michele, è possibile avere la traccia gpx del percorso?

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    Michele Castelnovo · 06/07/2022 alle 14:11

    Ciao! All’epoca non usavo ancora strumenti di tracciamento. C’è la registrazione su Relive, ma non è gpx 🙂

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