La Val Biandino è un vero e proprio paradiso naturale tra le montagne lecchesi. La valle, che si trova compresa tra una quota di circa 1500 e 1900m slm, è interamente percorsa dal Torrente Troggia, che nasce dal Lago di Sasso, ai piedi del Pizzo Tre Signori, e dopo una spettacolare cascata sfocia nel Pioverna a Introbio. Nonostante la Val Biandino sia facilmente raggiungibile da tutti, anche su strada, e quindi la presenza umana sia rilevante, si possono incontrare davvero tantissimi animali, dai camosci alle marmotte. In questo articolo vi presentiamo l’escursione classica per raggiungere la Val Biandino da Introbio, in Valsassina. Si tratta di una camminata molto elementare ma al contempo abbastanza lunga. In compenso, i rifugi della Val Biandino offrono un servizio di navetta in jeep a pagamento.

Valbiandino da Introbio: scheda tecnica

Innanzitutto, è bene precisare che ci sono due modi per salire in Val Biandino da Introbio. La valle è infatti collegata al paese con una strada a fondo di cemento: anche se serve un apposito permesso per passare con il proprio mezzo, si può comunque percorrere a piedi la strada. Oppure, per andare da Introbio alla Val Biandino, si può seguire il sentiero 40, indicato anche come Via del Bitto, come nell’itinerario presentato di seguito. Si tratta di un sentiero a prevalenza nel bosco, molto facile e senza alcun tipo di difficoltà tecnica. Complessivamente, per raggiungere la Bocca di Biandino, cioè l’inizio della vallata, si percorrono da Introbio circa 900 metri di dislivello, ma spalmati su più di 7 chilometri.

  • Partenza: Introbio (564m slm)
  • Arrivo: Bocca di Biandino (1.493m slm)
  • Sentiero: 40 – Via del Bitto
  • Durata: 2h30m
  • Dislivello: 929m
  • Difficoltà: E

L’itinerario

La nostra gita in Val Biandino inizia da Introbio, paesino della Valsassina facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici. Possiamo lasciare l’auto in un ampio parcheggio in Via Vittorio Emanuele. Da qui svoltiamo a destra verso il centro del paese, fino a incrociare una strada che, a sinistra, sale a gomito. Si tratta di Via delle Ville, che va imboccata e seguita fino alla fine della strada asfaltata, dove si trova una stanga. Nei giorni feriali si può provare a spingersi fin qui con l’auto. Nei pressi della stanga si trova un cartellone in legno con le indicazioni sulle aperture dei rifugi.


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Superata la stanga, la strada da asfaltata diventa in cemento. Bisogna seguirla per un tratto abbondante, ignorando tutte le prime indicazioni che si trovano per il Rifugio Tavecchia. Dopo 45 minuti dalla partenza, si raggiunge uno spiazzo dove, sulla destra, ben indicato, parte il sentiero 40 per la Val Biandino. Chi vuole, può invece proseguire sulla strada, abbordabile anche in mountain bike o con passeggini.

Da Introbio alla Bocchetta di Biandino

Il sentiero 40, come anticipato, non presenta difficoltà ed è anzi abbastanza monotono. Dopo aver attraversato un ponticello sulla Troggia, si taglia la strada delle jeep prima di reimmettersi nel bosco. Si prosegue così per diversi minuti, finché il sentiero non sbuca nuovamente sulla strada.

Bisogna seguirla per alcune centinaia di metri. In questo tratto di strada si trova la Fontana San Carlo, ad un’altitudine di 1.060m slm. Proseguendo sempre sulla carrabile, a breve distanza, sulla sinistra, riparte il sentiero (sempre ben segnalato) con le indicazioni per un agriturismo, a cui si arriva dopo un’ora e venti circa di cammino dalla partenza.

Da questo momento il sentiero prosegue senza particolari scossoni, sempre nel bosco e attraversando alcuni pietrai. Passata un’ora da quando si è superato l’agriturismo, si raggiunge una stele dedicata ai partigiani della Brigata Rosselli, attiva in Valsassina e Valtellina durante la guerra di Resistenza. In dieci minuti si risbuca sulla strada e si raggiunge la Bocca di Biandino (1.493m slm), dove si trovano il Rifugio Tavecchia e il Rifugio Valbiandino. Fin qui, dalla partenza a Introbio, ci vogliono circa due ore e mezza.

La Val Biandino

Arrivati qui, davanti a noi si apre la meravigliosa e verdissima Val Biandino. Dalla Bocca di Biandino partono inoltre i sentieri per il Rifugio Grassi e il Rifugio Santa Rita. Proseguendo lungo il facile e largo sentiero che percorre la valle, in circa mezz’ora si arriva al Santuario Madonna della Neve, dove si trova un rifugio con lo stesso nome. Spingendosi ancora oltre, si può raggiungere il Lago di Sasso, ai piedi del maestoso Pizzo Tre Signori. Dal laghetto si può salire in cima al Pizzo. Ma questa è un’altra storia.

Per tornare a Introbio dalla Val Biandino, si può ripercorrere lo stesso tragitto dell’andata.

Foto e testi di Michele Castelnovo
Riproduzione riservata
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Categorie: Valsassina

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