Una vista strepitosa sul Lago di Como con il Monte Rosa a far da sfondo. Più vicine, le cime del triangolo lariano – dal Monte San Primo al Moregallo – e, alle nostre spalle, Grignone e Grignetta che svettano su Mandello del Lario. Stiamo parlando del panorama che si può godere dalla vetta dello Zucco di Sileggio (1.373m slm), una cima minore del Gruppo delle Grigne. Ma, nonostante sia meno “blasonata” rispetto alle montagne circostanti, vale assolutamente la pena di raggiungerla.

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Di seguito presentiamo la descrizione del sentiero 17A (“direttissima”) che porta in vetta allo Zucco di Sileggio partendo da Somana, frazione di Mandello del Lario.

Zucco di Sileggio: scheda tecnica del sentiero 17A da Somana

La salita allo Zucco di Sileggio da Somana con il sentiero 17/A è la via “direttissima” di salita, ma non è difficile dal punto di vista tecnico. Ma attenzione: è costantemente in salita, senza tregue, e per questo è richiesto un buon allenamento fisico. Il dislivello è importante (950m) soprattutto a fronte della lunghezza modesta dell’escursione (circa 3km). Il tempo di percorrenza in salita è all’incirca di 2 ore 30 minuti. La camminata si svolge quasi esclusivamente in ambiente boschivo.

  • Partenza: Mandello del Lario, loc. Somana
  • Arrivo: Zucco di Sileggio (1.373m slm)
  • Lunghezza: 3,2 km
  • Durata: 2h 30 min
  • Dislivello: 950 m
  • Difficoltà: E – Escursionistico

Escursione effettuata l’11 settembre 2022.

Avvicinamento

La partenza del nostro itinerario è la frazione Somana di Mandello del Lario, facilmente raggiungibile in auto. Si può impostare Strada di Sonvico sul navigatore e, salendo, sulla sinistra si trova un parcheggio pubblico coperto. A piedi raggiungiamo quindi un bivio, dove troviamo le indicazioni per numerosi sentieri. Rimanendo su strada, svoltiamo a sinistra verso l’abitato di Sonvico. Entrati tra le case, sulla destra seguiamo il cartello degli Itinerari della Memoria dedicati alla Resistenza e, in breve, su un muro troviamo il segnavia bianco-verde per i sentieri 15 e 17.

Descrizione del sentiero 17A per lo Zucco di Sileggio

Imbocchiamo quindi una mulattiera (indicazioni per la Chiesa di Santa Maria) che in poco tempo ci fa uscire dalle case attraverso i prati. Dopo una decina di minuti troviamo un bivio. Qui svoltiamo a sinistra (indicazioni per il sentiero 17B, che per il primo tratto è in comune con il nostro, per lo Zucco di Sileggio), ci addentriamo per un breve tratto nel bosco prima di sbucare su una strada sterrata.

Seguendo sempre le indicazioni per i sentieri 17A e 17B riprendiamo a salire su sentiero. Passati altri 10 minuti (20 dalla partenza) arriviamo a un nuovo bivio. Abbandoniamo ora il sentiero 17B (impegnativo, per escursionisti esperti) e prendiamo il 17A che si stacca a sinistra.

Leggi anche: Baitello di Manavello: descrizione del sentiero da Mandello del Lario

Dopo un primo, breve tratto di salita, si apre un bel panorama su Mandello e il lago. Proseguiamo nel bosco, che non ci abbandonerà (quasi) più fino alla fine dell’escursione. Il sentiero è uno solo, non ci sono altri bivi e quindi è impossibile sbagliarsi. Dopo circa 50 minuti di cammino (1 ora 15 minuti dalla partenza), con pendenze mai eccessive ma sempre costanti, giungiamo nei pressi di un baitello.

Lo superiamo, continuando a salire tra gli alberi e dopo poco usciamo dagli alberi (1 ora e mezza dalla partenza), piegando decisamente a destra. La cima dello Zucco di Sileggio è ben evidente, ma c’è ancora da camminare. Intanto la vista si apre anche sul lago, con un bello scorcio su Bellagio.

L’ultima parte (tosta) della salita

Seguiamo il sentiero che risale il costone erboso finché arriviamo nuovamente al limitare di un bosco. Qui bisogna fare attenzione: a sinistra ci sono le indicazioni per il TGS (Trail Grigne Sud) che dobbiamo ignorare, proseguendo dritti (ma non ci sono indicazioni).

Questa è la parte più tosta dell’escursione: il sentiero diventa molto ripido ed è anche meno curato (attenzione alle zecche!). Dopo circa 30 minuti di salita impegnativa (2 ore dalla partenza), finalmente usciamo dalla parte più tosta e incrociamo un sentiero che sale da Olcio (non segnalato). Seguendo i cartelli, svoltiamo a destra e iniziamo a risalire la cresta ovest dello Zucco di Sileggio.

Passati circa 20 minuti arriviamo a una casetta diroccata utilizzata come bivacco di emergenza. Un segnavia indica a destra la via diretta per la cima, ma consigliamo di proseguire verso sinistra.

Camminando con un andamento pianeggiante, superiamo un tratto un po’ impervio, ma comunque non pericoloso, fino ad arrivare a una specie di grottino chiuso da un’inferriata.

Qui svoltiamo a destra (non ci sono cartelli, ma seguiamo i bollini gialli) e riprendiamo a salire, ma è l’ultimo sforzo. In poco tempo raggiungiamo una sella con una palina segnaletica. Siamo arrivati: svoltiamo a destra e con pochi passi siamo al cospetto della croce di vetta dello Zucco di Sileggio. Davanti a noi si apre una vista grandiosa che ripaga ogni fatica!

zucco di sileggio mandello

Per la discesa è possibile ripercorrere lo stesso sentiero dell’andata, oppure concatenare un anello percorrendo uno degli altri sentieri che salgono in vetta.

A causa di un problema tecnico le tempistiche riportate nella mappa non sono corrette. Si invita a fare riferimento a quanto scritto nell’articolo.

Foto e testi di Michele Castelnovo
Riproduzione riservata
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Categorie: Lago

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